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EUH401, EUH210, H280, H330, H370, H371, H400, P260, P285, P304+P340, P308, P310, P314, P403, P405, P410

PRO-FUME

Disinfestante derrate alimentari

Registrazione

Reg. N. 12171 del 21/04/2004

Confezioni autorizzate

Titolare Aut. Min.

DOUGLAS BLG BVBA

Scadenza

31 gennaio 2027

 Scade fra 981 giorni  

Distribuito da

Attualmente non distribuito

56,7 Kg

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Documentazione

WEATHER CHECK

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Dati meteorologici forniti da

openweathermap.org/

Pioggia

RAIN CHECK

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Dall'inizio dell'anno sono caduti
mm di precipitazioni

Dati meteorologici da open-meteo.com 

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Meccanismo d'azione

Non indicato

Concentrazione principio attivo puro

99,8% Insetticida fumigante (FU)

Carenza

Non indicata in quanto trattamenti in post-raccolta

Avversità

Insetti che infestano le derrate immagazzinate

Modalità d'impiego

Per uso esclusivo da parte di operatori professionali che siano stati istruiti e addestrati all’impiego e che abbiano esperienza delle misure di sicurezza da osservare durante l’applicazione e che comunque siano muniti dell’autorizzazione all’utilizzo di almeno un gas tossico riconosciuto dal R.D. 09.01.1927 N. 147 e successive modifiche, nonché dell’autorizzazione di cui all’art. 25 e 26 del DPR 23.04.2001 N. 290. Durante l’erogazione del fumigante indossare adeguati dispositivi di protezione facciale (maschera facciale o occhiali protettivi). Durante l’erogazione del gas non indossare guanti o stivali di gomma. Gli addetti alla fumigazione devono indossare un autorespiratore a pressione positiva (SCBA) omologato o un’associazione di respiratore ad aria ed autorespiratore omologati UE al momento del rientro nei locali esposti al fumigante per avviare l’aerazione dei locali stessi e comunque in tutti i casi in cui la concentrazione di non sia nota oppure sia superiore a 3 ppm (12,6 mg/m3), si verifichino essi durante la preparazione delle bombole, l’erogazione del gas, il periodo di esposizione al gas o la fase di bonifica. L’autorespiratore deve essere obbligatoriamente indossato sino a che la concentrazione del fumigante nei locali e negli ambienti sia uguale o inferiore a 3 ppm (12,6 mg/m3). Il fumigatore deve essere presente sul sito di fumigazione per tutta la durata della fase di erogazione, per il rientro nelle zone esposte al fumigante al fine di avviare l’aerazione e durante la fase di aerazione e bonifica. E’ un liquido estremamente pericoloso e un vapore pressurizzato. L’inalazione dei vapori può essere letale. In fase liquida può causare ustioni da congelamento sulla pelle. Evitare il contatto con gli occhi, la pelle e gli indumenti. E’ inodore. L’esposizione a concentrazioni tossiche può avvenire senza alcun sintomo o rilevamento da parte dell’utilizzatore. Non indossare guanti o stivali di gomma durante l’erogazione del gas. Spegnere tutte le fiamme, incluso il semprevivo, durante l’erogazione del gas. Evitare che gli animali stazionino nei locali sottoposti a fumigazione o in fase di aerazione al termine della fumigazione. Restituire le bombole vuote secondo le istruzioni del fornitore. Qualora le concentrazioni nelle zone di applicazione e nelle aree di rischio, così come misurate da un dispositivo di rilevamento idoneo quale un analizzatore di gas INTERSCAN® o MIRAN® o SF-ExplorIR®, siano superiori a 3 ppm (12,6 mg/m3), tutte le persone presenti sul posto devono indossare un autorespiratore a pressione positiva (SCBA) omologato oppure un’associazione di respiratore ad aria e autorespiratore SCBA omologati UE. Gli applicatori devono comunque indossare tali dispositivi al momento del rientro nei locali esposti al fumigante per avviare l’aerazione dei locali stessi e in tutti i casi in cui la concentrazione non sia nota oppure sia superiore a 3 ppm (12,6 mg/m3), si verifichino essi durante la preparazione delle bombole, l’erogazione del gas, il periodo di esposizione al gas o la fase di bonifica. Prima di essere movimentate, lavorate e immesse sul mercato, le derrate alimentari sottoposte a fumigazione devono essere aerate attivamente fino a quando la concentrazione del gas non sia scesa a livelli non più rilevabili. La farina, la semola e tutte le derrate alimentari per le quali l’impiego non sia autorizzato devono essere rimosse dal luogo di fumigazione prima del trattamento o, in alterativa, opportunamente protette per evitare l’esposizione al fumigante. Qualora accidentalmente esposte non devono essere destinate al consumo umano e animale. E’ indicato per il controllo degli insetti infestanti le derrate alimentari immagazzinate quali Tignola fasciata delle derrate (Plodia interpunctella). L’impiego garantisce un elevato livello di controllo di tutti gli stadi vitali degli insetti bersaglio. Per raggiungere tale risultato è fondamentale seguire tutte le pratiche necessarie all’ottenimento di una fumigazione di precisione, quali effettuare accurate operazioni di sigillatura per garantire la ritenzione ed il confinamento del fumigante e scegliere temperature e tempi di esposizione adeguati. Nel caso di basse temperature, il livello di controllo verso specie e stadi vitali meno sensibili al fumigante potrebbe non essere totale. Per garantire il livello massimo di controllo degli insetti bersaglio si raccomanda di attuare le tecniche della fumigazione di precisione assicurando ottime ritenzione e distribuzione del gas, adeguati tempi di esposizione ed idonee temperature di fumigazione. Il dosaggio è definito come prodotto C x T (pCT), ossia come la concentrazione per il tempo di esposizione. Il dosaggio massimo da utilizzare è pari a pCT 1500 g h/m3, con una concentrazione massima di 128 g/m3. Per calcolare l’opportuno dosaggio e la quantità necessaria da impiegare nella fumigazione si raccomanda di consultare lo specifico programma informatico per Personal Computer fornito da DowAgroSciences (software Fumiguide®) in cui inserire i seguenti parametri: l’obiettivo della fumigazione (struttura svuotata o merci), il volume dello spazio da sottoporre a fumigazione, la specie bersaglio, gli stadi vitali della specie bersaglio che si vogliono controllare, la temperatura di fumigazione, il tempo di esposizione prescelto, la stima della perdita di fumigante - indice della tenuta della struttura da fumigare - misurata come Tempo di Dimezzamento, ossia il tempo necessario affinché il 50% del fumigante inizialmente introdotto si disperda attraverso la struttura. Fumiguide® calcolerà automaticamente la quantità che dovrà essere inizialmente erogata. Da applicarsi per la fumigazione di stabilimenti vuoti di stoccaggio e per il trattamento di frutta a guscio. Fumigazioni in celle di fumigazione temporanee (bolle) o permanenti (camere a pressione atmosferica o camere sottovuoto) o in container marittimo-terrestri Frutta a guscio (nocciole): pCT massimo: 1500 g h/m3, concentrazione massima: 128 g/m3, in caso di fumigazioni ripetute, non superare il pCT complessivo di 4500 g h/m3.

Compatibilità

Non indicata

Informazioni mediche

Non somministrare liquidi o indurre il vomito se il paziente è in stato di incoscienza oppure ha le convulsioni. In tutti i casi di sovraesposizione, con sintomi quali nausea, difficoltà nella respirazione, dolori addominali, lentezza nei movimenti e nella parola o intorpidimento delle estremità, consultare immediatamente un medico e mostrare l’etichetta del prodotto e la scheda di sicurezza. Consultare un Centro Antiveleni. Se ingerito ricorrere immediatamente a trattamenti medici. Non indurre il vomito se non specificatamente richiesto dal personale sanitario. Contatto in fase liquida con gli occhi: Eventuali danni agli occhi possono essere causati da fenomeni di congelamento. In tal caso lavare immediatamente con acqua per almeno 5 minuti. Rimuovere le lenti a contatto, se presenti, dopo i primi 5 minuti, e continuare a risciacquare per almeno 15 minuti. Consultare personale medico, preferibilmente un oculista. Contatto in fase liquida con la pelle: Nel caso in cui scarpe, guanti o abiti posti a contatto con la pelle risultino bagnati di difluoruro di solforile, applicare prontamente acqua sulla parte contaminata prima di rimuovere l’indumento. Una volta che la parte interessata sia scongelata, togliere gli indumenti contaminati che coprono la pelle. Lavare accuratamente la zona contaminata o fare una doccia. Inalazione in fase di vapore: Trasportare all'aria aperta. In caso di arresto respiratorio, praticare respirazione artificiale. Nel caso di respirazione bocca a bocca utilizzare protezioni per il soccorritore (maschera di ventilazione, ecc.). In caso di respirazione difficile, far somministrare ossigeno da personale qualificato. Chiamare un medico o trasportare al pronto soccorso. In caso di mancata respirazione e battito del polso, praticare la rianimazione cardiopolmonare (CPR). Usare maschera respiratoria e pallone ambu per evitare rischi di avvelenamento. Per prevenire edema polmonare fare inalare alla persona 5 erogazioni di un aerosol corticosteroide per inalatore (se disponibile), ad esempio beclomethasone o fluticasone, ecc., ogni 10 minuti finchè la persona non venga sottoposta a controllo medico. Avvertenze per il medico: è un gas privo di indicatori di pericolo per l'olfatto e per gli occhi. La probabilita' di possibili effetti sugli esseri umani si basa in parte su osservazioni fatte su animali da laboratorio. Il contatto in fase liquida può causare lesioni da congelamento. In caso di congelamento (occhi, pelle) risciacquare con acqua calda per almeno 15 minuti. Si prevede che le persone esposte al difluoruro di solforile manifestino inizialmente leggeri sintomi di intossicazione, a meno che la concentrazione sia molto alta (più di 400 ppm). Precoci sintomi di esposizione al difluoruro di solforile sono riconoscibili in irritazione delle vie respiratorie e depressione del sistema nervoso centrale. Può seguire eccitazione. Si può notare rallentamento dei movimenti, ridotta soglia di attenzione e lentezza o confusione del linguaggio. E' indispensabile che tali individui restino in assoluto riposo per almeno 24 ore. Si dovrebbero effettuare osservazioni cliniche a livello polmonare, epatico e renale. Esposizioni prolungate possono causare irritazione polmonare, edema polmonare, nausea e dolori addominali. Esposizioni ripetute ad alte concentrazioni possono provocare gravi danni ai polmoni e ai reni. Possono verificarsi convulsioni, seguite da arresto respiratorio come ultima conseguenza. Può essere necessaria respirazione assistita. E' indispensabile mantenere osservazione clinica. Nessun antidoto esistente per la sovra-esposizione al difluoruro di solforile. Somministrare un aerosol corticosteroideo attraverso un inalatore (100-150 erogazioni) come trattamento iniziale per prevenire l’insorgere di edema polmonare. Il primo giorno di trattamento valutare la possibilità di somministrare 250-1000 mg di prednisolone IV. Nessun antidoto specifico. Trattamento basato sul giudizio del medico in base ai sintomi del paziente.

Meccanismo d'azione

Concentrazione principio attivo puro

Concentrazione principioattivo puro

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DOSAGGIO

Qtà minima per ha

Qtà massima per ha

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Diluizione massima

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Diluizione minima

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Volume d'acqua tipico

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Dimensioni appezzamento in ettari

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Confezioni necessarie

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Confezioni necessarie

Confezioni necessarie

Confezioni necessarie

Confezioni necessarie

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Range consentito di trattamenti annuali

Range consentito di trattamenti annuali

Confezioni commercializzate

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